Go to Top

Taranto – Ischia 0-1

Ogni anno, ininterrottamente dalla stagione 1995/96 alla scorsa (sono 17 stagioni consecutive!), almeno una squadra rappresentante della regione Campania sale dalla serie D alle categorie professionistiche. Sarà questo l’anno dell’Ischia?

Probabile che sia così, così come certamente questo 2012 non è stato l’anno del Taranto e di Taranto, un anno bisesto (e quindi funesto, come si suol dire) che va via dopo essere stato vissuto sulle montagne russe per chi ha a cuore le sorti della squadra rossoblu e dell’intera città.

Ricordo come fosse ieri quello che si sperava alla vigilia del nuovo anno solo 365 giorni fa: un futuro migliore per la città e la ciliegina sulla torta di una serie B da conquistare che andasse a coronare un grande girone di andata in Prima Divisione, nonostante stessero venendo a galla problemi economici importanti per la società AS Taranto.

Ed invece tutto è andato a scatafascio: la B è rimasta una chimera, la società si è sfaldata e calcisticamente siamo caduti in una categoria calcistica davvero dura da digerire (e poteva andarci anche peggio se non si fosse messa di mezzo la neonata Fondazione Taras 1906 A.C., uno dei pochi fatti positivi dell’anno che ci sta lasciando), e per di più è venuto finalmente a galla a livello nazionale quel sistema gelatinoso di corruzione e quella situazione di odioso ricatto sociale tra salute e lavoro che si vive nel nostro territorio per colpa della grande industria pesante che però i governanti hanno deciso di risolvere semplicemente (ed incostituzionalmente) a favore dell’aspetto economico nazionale a danno della salute di una comunità locale che probabilmente per loro non ha molto importanza…

A chiusura di un anno così strano, del quale va pure ricordata la beffa di quell’incredibile pomeriggio di metà giugno nel quale si annunciò in modo scriteriato dagli schermi televisivi la vittoria di un ricorso al TAR per l’annullamento della penalizzazione nei confronti del Taranto e di conseguenza l’ammissione in Serie B con relativi festeggiamenti di piazza, non poteva che arrivare una sconfitta, pur se immeritata, contro la capolista del girone.

Eh si, è dura ritrovarsi dalla cadetteria alla lotta per evitare la sesta serie nazionale, ma tant’è: è il caso di rimboccarsi le maniche affinché il nuovo anno sia finalmente di rinascita vera.

In uno Iacovone inzuppato dalla pioggia dei giorni scorsi una squadra rossoblu piena di giovani mette in imbarazzo la corazzata campana guidata dal tecnico Campilongo.

L’Ischia senza il bomber Cunzi sostituito dall’ex Marcianise Galizia, prende subito possesso del gioco con il suo 4-3-3 dai meccanismi ben oliati, sfruttando anche una sorta di timore reverenziale del rabberciato undici di Pettinicchio di fronte soprattutto al trio offensivo completato dai esperti bomber da doppia cifra Gerardo Masini, argentino ex Teramo e Massimo Perna, ex Treviso.

Il nostro mister del Borgo rivoluziona ancora la sua squadra, scegliendo di rimandare in soffitta la difesa a 3 in luogo di un più coperto 4-4-1-1, ricco di novità in termini di uomini, un pò per le cattive risposte ricevute dai prescelti per la gara di Francavilla, molto invece per necessità: appiedati per squalifica Prete, Vicedomini e Brancato, infortunati Biondo e Fumai…

Maraglino difende i pali alle spalle di una difesa composta da Rosato a destra, capitan Prosperi a sinistra e Terrenzio al centro in coppia con l’esordiente Grieco, neo-tesserato.

In mezzo al campo una mezza rivoluzione perché Gnoni ritrova Cordua come compagno di reparto in mezzo a fare filtro, Papa esterno a destra, Fonzino esterno a sinistra e Mignogna a supporto dell’unica punta Molinari.

Questo sulla carta, perché in realtà il campo dice altro: Mignogna è confinato largo a sinistra e tocca invece al giovanissimo Fonzino svolgere il ruolo di trequartista dinamico alle spalle della punta. Probabilmente il compito che gli assegna Pettinicchio è però più che altro quello di guastatore in pressing continuo sul regista di centrocampo ospite in modo che abbia difficoltà ad impostare il gioco.

Per mezzora buona invece l’escamotage riesce ben poco: l’Ischia fa il bello ed il cattivo tempo mettendo dietro i rossoblu che non riescono mai a ripartire. Sulla sinistra dell’attacco ospite Papa e Rosato sono in costante difficoltà, il duo di metà campo soffre il giro palla tranquillo della capolista e si riparte solo con lanci lunghi imprendibile per il generoso Molinari, autore di un’ottima prova (anche se un pò “cannuso”, come si dice dalle nostre parti a chi si intestardisce troppo con la palla tra i piedi senza assecondare i propri compagni).

L’attacco isolano è costante con Maraglino chiamato a diversi interventi, anche se nessuno miracoloso. Intorno alla mezzora l’estremo jonico viene salvato dal palo alla sua sinistra su testa del centrocampista Nigro. Qualcuno ripensa alla gara fortunata vinta poi contro il Pomigliano un paio di settimane fa ma in realtà è solo il preludio al gol vittoria dell’Ischia dopo pochi minuti: Rosato pressato perde banalmente un pallone nella sua zona nei pressi della metà campo, in verticale i gialloblu imbeccano subito Masini che rientra sul destro e dal limite scaglia un tiro a giro che Maraglino riesce a deviare ma non a sufficienza per evitare la rete. Vantaggio meritato ma da quel momento l’Ischia si fa guardinga ed un pò di orgoglio del Taranto finalmente viene a galla.

I rossoblu si fanno vivi dalle parti di Mennella che è costretto a deviare con un grande intervento una bellissima punizione di Molinari in chiusura di frazione.

E nella ripresa continuano i padroni di casa, seppur in maniera confusa, a cercare il pertugio vincente, quasi sempre con la punta argentina ora però supportata dal nuovo entrato Faccini (al posto di Papa).

Gli isolani giocano di rimessa provando a chiudere la partita con Perna al quarto d’ora al quale si oppone ottimamente Maraglino, mentre dopo poco Gnoni prova la botta da fuori alla quale Mennella risponde presente. Alla mezzora invece è un vero e proprio intervento salva-risultato quello dell’esprto portiere campano che devia con un riflesso straordinario in tuffo un colpo di testa ravvicinato a botta sicura di Grieco su cross da calcio piazzato di un Mignogna parso ancora appannato.

Pettinicchio ci crede ancora con un cambio tra minorenni (Bongermino per Fonzino) ma il risultato non cambia fino alla fine. La truppa di Campilongo ha il passo esperto della capolista e sa perdere tempo, infastidire e provocare gli avversari, portare in porto i risultati: difficilmente potrà perdere questo campionato.

Si chiude un girone di andata difficilissimo. Ora in classifica precediamo solo Potenza, Trani e Grottaglie ma è anche vero che siamo in 7 squadre in appena 3 punti e conosciamo meglio la categoria. Dobbiamo salvarci ma è anche ora che Pettinicchio dia un minimo di stabilità alla sua squadra, troppe volte vorticosamente rivoltata come un calzino in termini di schemi e uomini.

L’ultimo pensiero va a Francesco Di Molfetta, giovane e sfortunato spartano rossoblu che dopo anni di sofferenza e lotta dignitosissima contro il male peggiore ci ha lasciati.

Gli auguri di Buon Natale e per un 2013 migliore e quanto più sereno possibile vanno senz’altro a tutti, ma soprattutto all’intera famiglia Di Molfetta lacerata dal dolore così come a tutte le famiglie che stanno vivendo sofferenze del genere che troppo spesso sono causate dalle emissioni dei “siti di interesse (economico) nazionale” di cui sopra…

Alla prossima, rinnovando ancora gli auguri a tutti!


TARANTO-ISCHIA 0-0

TARANTO: Maraglino, Rosato, Prosperi,Gnoni, Grieco, Terrenzio, Papa (1′ st Faccini), Cordua, Molinari, Mignogna, Fonzino (34′ st Bongermino).
A disposizione: Monopoli, Stigliano, Catalano, Aiello, Fazio.
Allenatore: Giacomo Pettinicchio

ISCHIA: Mennella, Finizio, Tito, Nigro, Mattera, Pulci, Galizia (38′ st Mora), Platone (25′ st Alfano), Masini, Armeno, Perna (15′ st Ausiello).
A disposizione: Incarnato, Russo, Magnanelli, Longo.
Allenatore: Salvatore Campilongo

ARBITRO: Aristide Capraro di Cassino
Assistenti: Claudio Cantiani di Venosa e Giuseppe Cappiello di Matera
MARCATORI: 34′ pt Masini (I)
AMMONITI: Terrenzio, Cordua, Gnoni (T), Finizio, Ausiello (I)
NOTE: Angoli: 5-2. Recupero: 3′ pt e 4′ st. Spettatori: 1000 circa


Admin

About

La redazione di fondazionetaras.it è formata da volontari, non professionisti, che si dedicano al progetto Fondazione Taras con passione, spirito di servizio, amore e la giusta dose di follia.