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Il 73% del Bayern Monaco è dei tifosi, mentre qui si parla dei diritti tv

Lungimiranza? Progettualità? O semplice riconoscimento del legame passionale tra squadra e tifosi? I modelli Germania ed Inghilterra tornano ad essere invocati nuovamente come base da cui ripartire per dare una speranza al calcio italiano. Il caso Parma ha acceso i riflettori su tante realtà che vivono lo stesso dramma dei ducali. Proprio durante i primi giorni di caos della società ducale, l’allenatore dell’Empoli Maurizio Sarri dichiarò con sorprendente tranquillità “Parma? Sono quelle situazioni che finiscono su tutte le cronache perché è una realtà importante, in Serie C ce ne sono tante di situazioni così e sono anche più pesanti per gli ingaggi minori dei calciatori”. Parole schiette, sincere che rappresentano uno scenario ben conosciuto dal tecnico dei toscani, data la lunga gavetta nelle serie minori.

Insomma c’è chi invoca l’Inghilterra, dove da tempo un direttivo valuta e approva eventuali passaggi o acquisizioni di società calcistiche (la stessa che ha bocciato l’acquisto del Leeds da parte di Cellino), e chi parla di Bundesliga come modello da imitare. Noi vogliamo soffermarci su quest’ultima realtà ma senza parlare di stadi, diritti tv o rose milionarie. La nostra attenzione si sofferma sullo strumento dei Supporters Trust che probabilmente rappresentano la vera e propria forza dei maggiori club tedeschi. I Trust sono associazioni o cooperative di tifosi che instaurano un dialogo costruttivo con il Club di riferimento. Una delle caratteristiche di un Supporters Trust è la nascita ”dal basso”, dall’iniziativa dei tifosi per differenziarsi dalle vere e proprie collette, organizzate in passato da presidenti e amministratori per ripianare i debiti dei club. Lo scopo è quello dell’acquisto di quote societarie, attraverso un’associazione o cooperativa, che, assicurata un’ampia democraticità interna, si fa portavoce degli interessi dei tifosi e svolge un ruolo di controllo su tutti gli aspetti della gestione del club.

2In Germania nel 1999 il governo approvò la legge del 50%+1 che rappresenta di fatto la base del successo dei club. La legge prevede che nessuna squadra di Bundesliga poteva essere di proprietà di un singolo azionista per più del 50%. Il risultato è che anche un club come il Bayern Monaco è di proprietà per il 73% dei suoi tifosi ( il 9% di Audi, 9% di Adidas, 9% Allianz).

L’associazione di tifosi che di fatto gestisce il Bayern Monaco è l’FC Bayern Munchen e V. (Eingetragener Verein) fondata nel 1900 e che controlla la polisportiva del Bayern Monaco presente in numerosi sport. Le Eingetragener Verein sono associazioni di interesse collettivo con la finalità di promozione e sviluppo delle attività sportive. Nel 2002 per decisione dell’assemblea generale, su necessità di creare una società di capitali, è stata creata una divisione indipendente che comprende il solo club di calcio denominata FC Bayern München AG partecipata, il quale 81,8% è dell’ associazione FC Bayern München e.V mentre l’Adidas ha il 9,1%(sponsor tecnico) e AUDI AG l’altro 9,1 %.

Insomma il 73% delle quote del Bayern Monaco appartiene di fatto ad un supporters trust, ai tifosi. La metà del fatturato del Bayern (oltre 500 milioni di euro all’anno) nasce da versamenti diretti o indiretti (merchandising) di tifosi che appartengono al supporters trust. Sono circa 250 mila i sottoscrittori che “finanziano” il proprio club per 250 milioni di euro oltre al sempre presente pienone allo stadio. La stessa associazione è riuscita così con 16 anni di anticipo ad estinguere il mutuo per la costruzione dello stadio di proprietà. Anche qui, grazie a una gestione economica attenta nella quale i tifosi hanno più di una voce in capitolo. Germania, quanto sei lontana!

Fonte: http://www.maidirecalcio.com/2015/02/27/il-73-del-bayern-monaco-e-dei-tifosi.html

di Claudio Cafarelli

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