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Ecco gli ori di Taranto

La distinta di gara di ieri è un altro piccolo pezzo del puzzle. Basta scorrere i nomi, i luoghi e gli anni di nascita dei diciassette convocati da Aldo Papagni per capire che Fondi-Taranto è stata qualcosa in più di un semplice turno preliminare di Coppa Italia. Tra loro, undici sono figli della nostra terra. Vivono a Taranto, Statte o Montemesola. Età media: 17 anni e 10 mesi.

Basta questo per capire che ieri, allo stadio “Purificato” di Fondi, si è realizzato un sogno che ci aveva illuminato gli occhi quando, nel 2013, conducendo una delle nostre prime battaglie culturali, ottenemmo che il settore giovanile del Taranto FC 1927 non fosse affidato a soggetti esterni al club.

È anche grazie a questo sogno della Fondazione Taras che un allenatore della prima squadra ha potuto attingere così pienamente al suo vivaio di riferimento. A suo modo è un dato storico. È la certificazione di quanto sia stato valido, in questi anni, il lavoro del supporters’ trust, della società e di tutti i tecnici nel costruire e mantenere un settore giovanile credibile ed efficiente, pur tra mille difficoltà logistiche e strutturali. È la dimostrazione, soprattutto, del valore dei nostri ragazzi, che si allenano ogni giorno con serietà, provando a costruire, attraverso le loro storie, la storia più grande e collettiva del Taranto.

Alla vigilia dell’incontro di Fondi, la Fondazione Taras aveva indicato l’orgoglio che un’intera comunità di tifosi deve provare nel vedere premiata la linea verde del suo club. Sul campo, i nostri ragazzi hanno superato ogni aspettativa, sia sul piano tecnico che caratteriale. Contro una squadra di professionisti più maturi, i nostri si sono spinti sino a un soffio dalla qualificazione, che ora potrebbe arrivare col sorteggio. Hanno difeso e amato Taranto.

Dopo ieri, la Fondazione Taras è ancora più convinta che, in un calcio sempre più globalizzato ed esterofilo, il talento e la voglia di emergere dei nostri ragazzi potranno essere il vero segreto del Taranto FC 1927. La partita di Fondi ci ha dato certezze: la strada tracciata è quella giusta e questo non è che un altro piccolo pezzo del puzzle.

Leggiamo i nomi di questi ragazzi. Sorridiamo. Ci emozioniamo. E pensiamo: ecco gli ori di Taranto.

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