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I tre punti di vista: 8^ giornata

Catanzaro-Taranto

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

 

1. Cominciamo dall’argomento più fresco: l’arrivo di Pirrone, centrocampista ex Trapani. La vera notizia sulla quale mi sembra giusto riflettere non è tanto l’acquisto in sé, quanto la certificazione di una volontà e di una propensione, da parte della Società, a crescere, confrontarsi, ascoltare (non tutti, grazie a Dio) e valutare tutte le mosse, sempre con molta attenzione e senza cadere in vecchie trappole dettate da umori e da istinti fini a sé stessi, ma intervenendo con intelligenza e tempismo lì dove, per varie ragioni, si sono fatte delle valutazioni che – giuste o sbagliate – andavano subito corrette. Invito tutti, quindi, a ricordare con onestà l’evoluzione e la costruzione della squadra. Se facciamo questo esercizio ogni giorno, faremo un favore al Taranto e quindi a noi stessi. Torniamo a Pirrone, avendo l’intelligenza e l’umiltà di dare al ragazzo i tempi giusti per cominciare a lavorare su alcune criticità, in campo e dentro lo spogliatoio: è stato chiamato per accompagnare e far crescere soprattutto in mezzo al campo un gruppo di ragazzi giovani. Ricordiamo che Pirrone è stato l’anima della filosofia di gioco del Trapani di Boscaglia, che prevedeva un centrocampo con due menti mobili e pensanti (lui e Caccetta), ed è dunque adattabile anche in un centrocampo dispari, ruolo che ha ricoperto in seguito anche ad Ascoli. Se consideriamo il tempo e il (poco) denaro a disposizione, possiamo dire che è stato fatto un buon lavoro da parte dello staff tecnico.

2. L’avversario. Mi metto nei panni del collaboratore tecnico del Taranto, che avrà stilato una complicatissima quanto difficile relazione tecnica sul Catanzaro. Al momento non è una squadra facilmente catalogabile, essendo piena di onesti mestieranti dietro, esperta a centrocampo ma molto inconcludente (solo 3 gol) in avanti. La metterei nella terza fascia, anche se, conoscendo Mario Somma, sono leggermente preoccupato di quanto sia abile a motivare tifoserie e giocatori. In settimana ha già lodato e responsabilizzato il loro vero leader, Carcione, migliore in campo ad Agrigento e centrocampista di indiscusso valore, calciatore che, se preso per il verso giusto, fa crescere squadra e ambiente. In realtà la buona prestazione di  Agrigento ha dato speranza e voglia di trovare un assetto tattico definitivo che non escludo possa arrivare assieme all’attaccante che a detta dei calabresi, è l’assoluta priorità per non correre rischi.

3. Il modulo. Dopo i vari quanto inutili tentativi di Erra (4-3-3) e Spader (3-5-2), con Somma il Catanzaro si è assestato con il  3-4-1-2. I tre di  difesa, oltre al portiere Grandi, sono gli esperti e lenti capitan Di Bari, Patti e il giovane altissimo Prestia, scuola Palermo come il collega rossoblu Bollino. Sulla mediana agisce a destra il giovanissimo Esposito, a sinistra il mancino Sabato con i due espertissimi Roselli (il braccio) e Carcione (la mente) in mezzo. Sulla trequarti agisce il lungo Baccolo, calciatore non fantasista ma bravo nelle incursioni, che ricorda Belingheri come posizione in campo e nei movimenti. Davanti gli abili, svelti, reattivi ma confusionari Cunzi e Giovinco. Punte di movimento, a differenza di Tavares (prima punta) pronto all’occorrenza in panca; se quest’ultimo dovesse subentrare in corso d’opera, sarebbe un buon segno per i rossoblu ionici.

Buon Taranto  a tutti, AB

Redazione

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