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I tre punti di vista: 5^ giornata

Taranto – Fidelis Andria

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

1) La prima sconfitta è arrivata puntualissima. Contro una compagine “di categoria” con criticità evidenti ma con consapevolezza dei propri limiti, con idee più definite e ciniche. La gara di Caserta ha rappresentato l’inizio di un nuovo campionato, il nostro vero campionato.
Esauriti difatti l’effetto sorpresa, entusiasmo, l’energia positiva e gli strascichi di emozione ed entusiasmo da ripescata ,arriva puntuale il primo “estratto conto” della squadra. Che parla di una squadra , ma questo lo sapevamo, sulla quale c’è ancora da lavorare. Sull’atteggiamento tecnico/tattico ma soprattutto su quello mentale.
Sul campo perché ad esempio in occasione del secondo gol (tipologia di gol subiti nella gestione Dionigi) non ha capito che la disposizione (o ripartenza) degli avversari era stata studiata proprio per favorire Giannone, uno dei pochi calciatori tecnici (e veloci) di tutto il rettangolo di gioco.
Nella testa perché c’è ancora da lavorare su come gestire una situazione che si era presentata e sviluppata in maniera favorevole soprattutto dopo l’espulsione di Potenza e che invece è risultato il nostro vero (e preoccupante) limite.
In attesa di altri riscontri, c’è da capire se ci sono margini di miglioramento oppure si deve ricorrere ad un uomo di personalità pari a quella di Stendardo nella zona di centrocampo. Questo favorirebbe la crescita di ragazzi di valore che abbiamo in rosa proprio in quella zona di campo. L’importante è non perdere calma e obiettivi , ricordando sempre l’evoluzione, le difficoltà e i tempi in cui i nostri operatori hanno lavorato. Quindi fiducia e nessun dramma.

2) L’avversari: la Fidelis Andria è da un triennio che lavora con idee ben definite. Fa calcio con risorse economiche “normali” e con una società attenta e capace. Non può essere altrimenti se si vuol fare calcio in realtà medie come quella federiciana..
Ha cominciato con affanno questo scorcio di campionato, con le prime tre gare sotto tono (un punto) ed alla ricerca di una fisionomia di gioco ritrovata grazie alla vittoria contro la Paganese nell’ultima giornata. Come tutte le squadre di seconda (ma anche di terza…) fascia attende altre verifiche per sapere cosa farà da grande. Ricordo che è allenata da un certo Favarin. Parliamo di gente che, al netto della simpatia, conosce benissimo questo mestiere e che rappresenta un valore aggiunto nel raggiungimento dell’obiettivo finale. Una garanzia insomma.

3) Il modulo: dopo tre gare giocate con il 4-2-3-1, nell’ultima gara contro la Paganese, complice il turn over, ha giocato con il doppio centravanti, Fall e Cruz, e due esterni alti, Onescu e Mancino. Insomma, un 4-2-4 vecchio amore di Favarin che tante soddisfazioni regalò ai tifosi biancazzurri due campionati fa.
Forse una coincidenza, ma questa variazione (forzata), complice anche una difesa allegrissima dei campani, ha regalato alla Fidelis la prima vittoria ridando quella fiducia ed autostima alle quali il Taranto dovrà prestare molta attenzione.
Sarà quindi l’attacco a poter (ri)subire variazioni. Favarin immagino infatti sia indeciso se continuare sulla strada del doppio centravanti o tornare con Mancino trequartista centrale insieme ai due alti accanto con conseguente monopunta.
Dietro la sitiuazione è molto piu delineata, linea a 4 comandata bene dall’italo-yunisino Aya, che ricorda nelle movenze ma anche nel comportamento il vecchio Lisuzzo, con buone possibilità di avere accanto il tonico Allegrini. A destra Tartaglia e a sinistra la vecchia conoscenza Tito appena arrivato dal Foggia che per non rischiare gli ha preferito Rubin, esterno sinistro dirompente e di gamba fortissimo anche in B.
A centrocampo la parte più intrigante e romantica. I due (bi)mediani sono Matera e Piccinni. Esattamente i due centrali della promozione di due anni fa. Il primo ha il primato di essere tra i pochi under vincenti ad essere utilizzati in una zona di campo quasi proibitiva per la serie D. Appunto la zona mediana centrale. Il secondo, Piccinni, già incontrato più volte è il classico tappabuchi, anima, corridore di una squadra che comincia a prendere quella forma che è già nella testa di Favarin. Un allenatore “antipatico” che mi è stato sempre simpatico.

Buon Taranto a tutti,
Angelo Briganti.


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