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I tre punti di vista: 7^ giornata

Taranto – Catania

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

1. La gara contro il Foggia ci lascia l’amaro in bocca non tanto per il risultato quasi scontato, quanto per l’infortunio di Stendardo, il calciatore-simbolo del momento, e del suo collega di reparto, Altobello, difensore fisico, unico al momento in rosa con caratteristiche funzionali al modulo di Mister Papagni. C’è però una parte positiva: questa partita ha anche chiarito in maniera inequivocabile a qualche pretestuosa voce locale, in minoranza per fortuna, perché una squadra con otto undicesimi dell’anno precedente, con una rosa già forte e con disponibilità economiche notevoli, sia capace di vincere con un possesso palla dell’80% contro un Taranto costruito in brevissimo tempo, non per colpe proprie ma per gli eventi che conosciamo. Non era la gara sulla quale specchiarsi. I miracoli nel calcio ci sono stati e ci saranno sempre, ma, in generale, i risultati – quelli che durano nel tempo – arrivano sempre e soltanto attraverso lavoro, pazienza, serietà, solidità societaria, capacità di individuare i punti dove migliorarsi. Ieri la dottoressa Zelatore, ad esempio, con un tempismo da “leader”, ma anche per una sua innata capacità di mantenere equilibrato l’ambiente, ha già detto che si interverrà in quella zona di campo dove non è stato possibile intervenire prima. Con parsimonia, ma si interverrà. E questo lo ritengo un segnale rassicurante.

2. L’avversario. Per il Catania è un momento particolarissimo, quasi decisivo per le sorti di Rigoli. I fischi di mercoledì contro il Fondi – pareggino in casa – danno seguito alla bruciante quanto immeritata sconfitta casalinga contro l’Akragas. Le aspettative di una piazza storicamente complicata non permettono di mantenere equilibrio ad una squadra a cui mancano solo fiducia e risultati. Il Taranto non si lasci ingannare da questo loro momento. Per fortuna, a mantenere alta la concentrazione per la gara di domenica sera ci ha pensato il DNA di una sfida che ha alle spalle per noi una pagina dolorosa. Sarà anche il vero motivo che servirà, fuori dal campo, a dare una spinta emotiva in più ed, in campo, a sostituire al meglio i due difensori infortunati.

3. Il modulo. In tutte le gare è stato adottato il 4-3-3. Il siciliano Peppe Rigoli lo ricordiamo per aver sostituito (bene) Legrottaglie lo scorso anno ad Agrigento, motivo per il quale è stato scelto a Catania. In porta Pisseri che anche mercoledi è stato decisivo nell’evitare la seconda sconfitta negli ultimi minuti. In difesa sugli esterni Nava o Parisi a destra e Bastrini a sinistra. Quest’ultimo è un (lento) centrale prestato alla fascia sinistra. In mezzo il brasiliano Gil e Bergamelli, classici centrali forti fisicamente. Faccio notare che, se da un lato la difesa catanese non ha gente velocissima nel breve, ha dalla sua parte fisicità e centimetri che possono comunque essere un’arma in più. Il più basso di loro è alto 186 centimetri. Centrocampo a 3: il brasiliano Scoppa in mezzo, un calciatore al quale hanno consegnato le chiavi del centrocampo ma che al momento ha grossi problemi di continuità; l’interno destro è Biagianti, un “Baiocco” più giovane per generosità, calciatore anima del Catania, capace di prendere sulle spalle squadra ed ambiente; sul centrosinistra un giovane mancino di buona tecnica e sostanza, Fornito, autore di un gol contro il Fondi che meritava qualche applauso in più. Non escludo l’impiego dell’esperto Di Cecco, vista la particolarità della gara. Avanti, i tre d’attacco in realtà non hanno caratteristiche zemaniane: Calill e Russotto, per caratteristiche più fantasisti/trequartisti, preferiscono “trovarsi” la posizione anche in base alle concessioni degli avversari; Paolucci invece agisce da prima punta sgusciante, fortissimo anche nel palleggio. Ci sarebbe anche Di Grazia, un attaccante sveglio conosciuto da chi segue il settore giovanile per la sua mobilità e velocità. 3 di questi 4 saranno titolari a Taranto. In più dispongono sempre nel parco attaccanti di gente come Piscitella e Barisic. Saranno anche in crisi, ma occhi aperti.                       

Buon Taranto a tutti,

AB

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