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Le punture di Romanzini | Ennesima Mortificazione

Di Alessandro Latanza alias Romanzini.

Che la gara contro il Cosenza non sarebbe stata facile lo sapevamo benissimo, viste le numerose assenze patite negli ultimi giorni. La domanda che ci si dovrebbe porre oggi, alla luce del mortificante tre a zero subito dal Cosenza è: come possa pensare o solo immaginare una società che vuole salvarsi con tranquillità di basarsi su pochi giocatori idonei alla categoria mancando i quali devi attingere da una berretti assolutamente inadeguata a affrontare impegni di Legapro? Dopo un intero girone d’andata è venuta meno anche la scusante relativa alla partenza ritardata, se è vero che una squadra come la Paganese, che è partita addirittura dopo di noi e senza certezze, è a centroclassifica e riesce a giocarsela contro il Matera brasileiro, mentre noi siamo costretti a ripetute umiliazioni spesso a casa nostra e contro chiunque.

Gara nata male e finita peggio, quella di ieri, anche per una disposizione tattica condita di molte assurdità. Sbagliato ad esempio schierare De Salve, un ragazzino che è di fatto un centrale di ruolo, a destra; il baby ha fatto qualcosa di più quando successivamente si è spostato al centro della difesa. Probabilmente sarebbe stato più produttivo e meno rischioso schierare Balzano a destra e il desaparecido Garcia a sinistra, alternando quest’ultimo con il nuovo acquisto Som, privo dei novanta minuti nelle gambe, perchè se non altro avremmo avuto giocatori di ruolo o presunti tali invece che autentiche scommesse. La mediana, nella difficoltà dell’inferiorità numerica, non ha giocato male, ma nella ripresa la mossa tattica di schierare Bobb sulla fascia destra al posto di un Bollino non a posto fisicamente l’hanno capita davvero in pochi, visto che il ragazzo non ha nelle corde nè la velocità di esecuzione nè la posizione in campo. Da evidenziare la prova buona sulla destra del giovane Boccadamo, bravo a spingere e a provare a saltare l’uomo. Molti si sono chiesti come mai il ragazzo venga schierato terzino, quando anche un orbo vedrebbe che Boccadamo ha caratteristiche tipiche dell’ala d’attacco, mentre è molto meno predisposto a difendere. L’uscita dal campo di un Viola a mezzo servizio ha di fatto depotenziato Magnaghi nella ripresa, perchè il centravanti ha bisogno di assistenza dalle fasce e di un partner che sappia giocarci insieme, due cose totalmente inesistenti nel Taranto nei venticinque minuti finali e non solo.

Va in archivio pertanto l’ennesimo schiaffo preso a casa nostra da una squadra qualunque, schiaffo preso più per mancanze nostre che per bravura altrui. C’è un unico aspetto positivo venuto fuori dalla gara di ieri: più di qualcuno nei giorni scorsi ha affermato che con tre acquisti la squadra può raddrizzare la sua andatura. La partita di ieri ha certificato invece l’inadeguatezza di una rosa che neanche in serie D farebbe bene, e che necessita di almeno otto elementi nuovi, qualitativamente dotati, e caratterialmente predisposti a giocare diciassette battaglie di qui a maggio. Oggi il Taranto è totalmente inadeguato a giocarsi la permanenza in legaPro, e se davvero vogliamo preservare questo patrimonio importantissimo che si chiama serie C, allora dobbiamo affrontare il prossimo futuro con molta più professionalità e con meno scommesse rispetto al presente.


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