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I tre punti di vista: 2^ giornata

(e comunque… ne vulime de vuje…)

Due chiacchiere sul prossimo avversario: il Cosenza.

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

In una situazione globale di lavori in corso, accade spesso che squadre assemblate in fretta come il Catanzaro, avversario dei Lupi cosentini nella giornata d’esordio, con tutte le motivazioni e le atipicità di un derby, possano andare incontro a cattive figure. La gara di Catanzaro, però, non fa parte di questa tipologia di partite. Il Cosenza ha una caratteristica che in Lega Pro, soprattutto nel girone C, è quasi sconosciuta: la normalità; anzi la continuità. Un buon 70% dei calciatori in campo a Catanzaro, oltre al mister Roselli, lavorano insieme da un triennio. Individuato quindi il vero primo nemico da combattere.

Domenica giochiamo contro un gruppo di lavoro ben rifinito, con tanto di entusiasmo dovuto ovviamente alla storica vittoria del Ceravolo. Per fortuna il campo a volte ribalta  tutti i discorsi, interessanti quanto si vuole, ma sempre discorsi. Il Taranto si trova nella piacevole convinzione di avere dalla sua entusiasmo, concentrazione e motivazioni, oltre alla voglia di ragazzi con ottime potenzialità, decisi a voler fare bene per riprendersi carriere importanti.

Il Cosenza adotta un regolare modulo (4-4-2) in attesa di ritocchi importanti. Difesa con  il sicuro Perina in porta, linea a 4 con Corsi, un ex esterno alto con ottima gamba, a fare il fluidificante a destra. A sinistra il regolare Pinna, mancino, scuola Empoli, migliorato anche nella fase difensiva. In mezzo quasi quattro metri di centrali in due, cioè Tedeschi e Blondett, centrali molto fisici ma anche mobili per la stazza. Difficilmente li rivedremo in C il prossimo anno. Centrocampo a 4 con gli espertissimi D’Anna e Statella che si scambiano sui lati. In mezzo capitan Caccetta, uno spreco in Lega Pro, con accanto il regolarissimo Criaco. Davanti il temuto Gambino con il supporto al momento di un esterno adattabile a seconda punta come Mungo o Cavallaro (situazione momentanea simile al nostro Bollino), in attesa di un rinforzo più specifico. Inutile ribadire che bisogna avere un attenzione particolare per affrontare questo tipo di gare. Sui calci piazzati (contro), poi, la concentrazione ed il lavoro settimanale devono essere al massimo. Si sono visti a Catanzaro, ma già lo scorso anno, la grande varietà di schemi e il lavoro di squadra, che fanno, in queste occasioni, per liberare l’uomo. Non è mai merito di uno. Che si chiami Caccetta o Gambino.

Occhi aperti e buon Taranto a tutti.

Redazione

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0 Responses to "I tre punti di vista: 2^ giornata"

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