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Le punture di Romanzini | Partita senza storia

Di Alessandro Latanza alias Romanzini.

Quella di ieri sera a Matera è stata una partita che non fa testo, non può fare testo, perchè è stata ed è troppo forte la squadra lucana per questo Taranto lacunoso tecnicamente e soprattutto dagli uomini contati. La gara non ha avuto storia sin dalle prime battute, perchè il Matera è squadra attrezzata al salto di categoria, forte in tutte le sue componenti, ben guidata da un allenatore esperto e vincente. Il Taranto ha fatto quel che ha potuto, davvero poco, stavolta non per suo demerito ma soprattutto per la forza dell’avversario galvanizzato dai risultati positivi del pomeriggio.

Grande difficoltà ha prodotto la perdita quasi immediata, dopo appena sei minuti di gioco, di un elemento di forte personalità e bravura come Stendardo in difesa, e grandi problematiche a Prosperi ha prodotto una panchina composta prevalentemente da elementi della formazione berretti, privi di quella esperienza necessaria in gare del genere. E’ nota meritoria per la squadra tutta l’aver saputo resistere per l’intero primo tempo agli attacchi furiosi del Matera, che ha prodotto numerose occasioni da gol. Peccato per il gol subito a pochi istanti dal fischio finale della prima frazione, frutto di un buco sulla fascia sinistra originato dalla scarsa attitudine al ruolo di un elemento come Balzano, centrocampista adattato a sinistra, che ha mostrato per quasi tutta la gara una fastidiosa tendenza ad accentrarsi, tendenza nascente dal ruolo originario del ragazzo che comunque anche ieri ha mostrato abnegazione e spirito di sacrificio nell’interpretazione di un ruolo non suo. Il secondo gol preso dopo soli sei minuti nella ripresa, evitabile, visto che abbiamo permesso a Casoli di girarsi, tirare e segnare nonostante l’esterno materano fosse circondato da quattro elementi rossoblù, ha di fatto chiuso la partita, che il Matera ha poi gestito al meglio. La gara contro una squadra che probabilmente finirà col vincere il campionato non può e non deve pertanto rappresentare un banco di prova per questo Taranto in ripresa, perchè davvero troppa è stata la differenza in campo tra le due squadre. Se pensiamo che il Matera si è potuto permettere di tenere in panca un elemento come De Rose, centrocampista di fosforo che giocherebbe titolare in tutte le squadre di C e anche di B, abbiamo l’idea precisa di quanto fosse ampio il gap tecnico in campo.

Qualche scelta tattica compiuta da Prosperi ha destato perplessità. La posizione di Bobb, centrale nel terzetto di potenziali incursori, pensata per pressare il portatore di palla ad esempio, è risultata inutile, visto che il Matera ha sviluppato spesso il gioco dalle fasce, dalle quali azionava il tridente d’attacco. L’assenza di elementi di fascia, di un contropiedista che sia valido, di giocatori in grado di fare reparto anche da soli davanti, ha di fatto impedito al Taranto qualsiasi risposta allo straripante Matera di Auteri. La gara in Lucania purtroppo ha lasciato anche strascichi negativi ben più pesanti del risultato maturato sul campo. Il Taranto ha perso ieri Stendardo per infortunio, e nella ripresa si è fermato anche il compagno di reparto Altobello; se a tutto ciò aggiungiamo la sicura squalifica che arriverà al bravo De Giorgi, diffidato e ieri ammonito, il quadro è davvero fosco. Tra prossimi partenti, infortunati ed epurati, di fatto la squadra ha i giocatori contati, con una gara ancora da giocare prima della lunga sosta di gennaio.

Alla luce dei risultati maturati ieri, alcuni positivi e altri un pochino meno, il Taranto è ancora fuori dalla zona rossa della classifica, con il prossimo turno che vedrà stavolta le nostre dirette concorrenti alla salvezza scontrarsi contro le big del campionato. Noi incontreremo giovedì prossimo il Cosenza, non proprio una corazzata; ed è proprio di oggi la notizia dell’esonero del tecnico del Cosenza Giorgio Roselli, nostro ex capitano.

Tre punti alla fine dell’anno porterebbero il Taranto in una posizione migliore in graduatoria, ci farebbero passare festività più serene, e certamente favorirebbero il lavoro del DS De Poli, chiamato a ridisegnare la squadra, con elementi più forti tecnicamente, e caratterialmente in grado di far fare al Taranto quel salto di qualità indispensabile per puntare ad una tranquilla permanenza. Il problema è la scarna composizione della rosa a disposizione del tecnico con la quale il Taranto dovrà approcciare all’ultima gara del 2016. Lo sperabile recupero di qualche acciaccato e la buona volontà dei superstiti dovrà essere necessariamente supportata dalla spinta del pubblico dello Iacovone, quanto mai necessaria al momento, per conquistare quei tre punti in più fondamentali nella corsa alla tranquillità.


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