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A Taranto lo sport non gioca in casa: solidarietà ai Tritons

È di ieri la notizia della rinuncia del Tritons Taranto Baseball Team a disputare il campionato di Serie C per la mancanza di un impianto sportivo in cui disputare le partite. La passione, la volontà e l’impegno di Antonio Maggio, presidente dei Tritons, e di tutti i suoi collaboratori niente hanno potuto contro il nulla. Di quale nulla parliamo? Quello delle infrastrutture sportive del nostro territorio. Taranto, una città di quasi 200mila abitanti, non è in grado di offrire ai suoi cittadini la possibilità di fare liberamente sport, sia esso dilettantistico o professionistico. Questa cultura, evidentemente, non ci appartiene. Eppure, nella valutazione della qualità della vita nelle città, la dotazione di impianti sportivi e il numero di discipline praticate costituiscono parametri chiave. Lo sanno bene gli amministratori delle città italiane, che per questo investono tempo, energie e risorse in questa direzione, compensando talvolta altri deficit amministrativi. Taranto fa eccezione.

La Fondazione Taras ha posto pubblicamente e a più riprese il tema della carenza di infrastrutture sportive a Taranto. La Notte Bianca dello Sport del 2016, organizzata dal supporters’ trust rossoblù, fu un’occasione per rilanciare l’argomento, offrendo una vetrina a tante associazioni sportive del territorio – tra cui gli stessi Tritons – impegnate in una battaglia quotidiana per la sopravvivenza. Ovviamente, non ci fermeremo qui, dato il costante peggioramento della situazione. Peggioramento che è evidente per tutti i cittadini, tranne che per gli amministratori ionici, che preferiscono guardare altrove.

Negli ultimi mesi, abbiamo sottolineato lo stato delle strutture sportive comunali, portando l’esempio dei lavori per il campo B dello Iacovone, promessi dal 2014 e non ancora iniziati. Vedremo se l’amministrazione comunale rispetterà le recentissime promesse, la prima delle quali – relativa all’affidamento dei lavori di riqualificazione dell’impianto – è peraltro già in scadenza.

Nel frattempo, apprendiamo che un club della provincia di Lecce ha offerto piena e gratuita ospitalità ai Tritons Baseball per disputare le gare interne di campionato. Siamo dunque condannati a questo lento e progressivo esproprio del capitale sociale del nostro territorio? A Taranto, è evidente, lo sport non gioca mai in casa.

Piena solidarietà agli amici dei Tritons Baseball e a tutte le altre associazioni sportive del territorio che lottano ogni giorno per fare sport. Associazioni che conosciamo e ci conoscono, perché a Taranto c’è bisogno di fare rete per sopperire alle mancanze delle istituzioni. Associazioni che si domandano cosa abbia fatto la politica tarantina negli ultimi 10 anni per promuovere lo sport, come cultura e come pratica. La risposta è sotto gli occhi di tutti: tanti comunicati, tanti proclami, davvero poco sul piano concreto. Praticamente nulla.

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