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Sulla risposta dell’assessore Cosa sul Campo B

In merito al videomessaggio diffuso ieri dall’assessore Francesco Cosa, constatiamo che nessuna risposta è stata data nel merito alle domande poste dalla Fondazione Taras. Il solo elemento di novità è la lettera del 2 gennaio 2017 che, stando a quanto apprendiamo dall’assessore, riguarda l’affidamento del progetto esecutivo. Ciò presupporrebbe, già oggi, l’esistenza di un progetto definitivo per la riqualificazione del campo B dello Iacovone. Rinnoviamo pertanto l’invito all’assessore a renderne noti gli elementi costitutivi, a confermare l’impegno di spesa per 780mila euro e a dichiarare, sulla base del progetto definitivo del quale, da ieri, registriamo l’esistenza, per quali campionati sarà omologabile l’impianto. Non si tratta di quesiti irrilevanti: da qui passano le possibilità di crescita del settore giovanile del Taranto F.C. 1927 e, con esse, la programmazione delle prossime stagioni sportive.

È opportuno precisare che le domande rivolte all’assessore Francesco Cosa non costituiscono in nessun modo attacchi diretti alla sua persona – come egli immotivatamente afferma – ma riguardano la sua esclusiva attività di assessore. Sui temi da noi sollevati, egli agisce in qualità di amministratore pubblico e non di privato cittadino: in queste vesti ci attendiamo che risponda. In tal senso, riteniamo puramente provocatorio l’invito dell’assessore a dire quello che la Fondazione Taras ha fatto e fa per lo sport a Taranto. A quale strumentale resa dei conti un amministratore pubblico può richiamare un’associazione di promozione sociale come la nostra, costituita da privati cittadini? L’evidente sproporzione tra finalità giuridico-istituzionali, responsabilità pubbliche e risorse amministrabili rende irricevibile il quesito.

Ad ogni modo, siamo felici che l’assessore ci fornisca l’occasione per ricordare che la Fondazione Taras ha rifondato il Taranto F. C. 1927, garantendone, dopo la nascita, la continuità societaria sino ai giorni nostri; che il supporters’ trust è tuttora socio del Taranto FC 1927, sia pure con quote minoritarie; che, nel corso della sua storia, esso ha contribuito in ogni modo alla vita della società, nell’esclusivo interesse dello sviluppo del club; che il settore giovanile del Taranto F. C. 1927 è vivo anche grazie al lavoro svolto negli anni dal supporters’ trust; che la Fondazione Taras ha realizzato e realizza iniziative volte a promuovere la crescita e la visibilità dello sport tarantino a tutti i livelli (pochi esempi su tutti: la festa-evento per Roberta Vinci e la Notte bianca dello Sport tarantino); che il supporters’ trust rossoblù è tra i fondatori dell’associazione nazionale dei supporters’ trust, Supporters in Campo, e per due volte ha portato in riva allo Ionio i massimi livelli delle organizzazioni di supporters’ trust italiane ed europee e importanti rappresentanti della FIGC e delle leghe di Serie A e B, rendendo Taranto una capitale dello sport, esempio di intelligenza sociale, che ha dato alla città la visibilità che essa merita.

In conclusione, vogliamo precisare che, contrariamente a quanto affermato dall’assessore nel videomessaggio, il progetto di riqualificazione del campo B consegnato dalla Fondazione Taras all’Amministrazione comunale nel 2014 non constava di un semplice layout, ma, com’è facilmente dimostrabile, era completo in ogni sua parte, compresi i calcoli computometrici. Il doveroso rispetto delle procedure amministrative addotte a motivo della lentezza dell’avvio delle lavorazioni relative al campo B non giustifica questa grandiosa dilatazione dei tempi. Così, poiché la maggior parte delle azioni intraprese dall’Amministrazione comunale sulle altre strutture sportive del territorio consiste in mere iniziative procedurali, che non comportano investimenti diretti, non comprendiamo per quali ragioni si sia dovuto attendere tanto.

La Fondazione Taras è un’associazione di promozione sociale fatta di cittadini che hanno il diritto di porre domande al proprio assessore e di tifosi che, con tanti altri soggetti del territorio, moltiplicano le proprie energie per sopperire alle disattenzioni o alle insufficienze degli Amministratori: questo è senso civico. Come ha ricordato lo stesso assessore, gestire un ente pubblico non è come gestire “casa nostra”: era giusto, pertanto, che fosse egli stesso, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, ad assumersi nuovamente gli onori e gli oneri dell’azione pubblica e dei suoi risultati di fronte all’intera collettività.

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