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Un altro insensato divieto

Domani Gravina e Taranto si incontreranno per la prima volta nella storia, eppure ai tifosi rossoblù è stato negato ancora una volta il sacrosanto diritto di seguire la propria squadra lontano dalle mura amiche, questa volta ad opera del questore della provincia barese. Si tratta di un’ennesima disposizione dallo scopo palesemente liberticida, per di più in direzione contraria alle ultime decisioni dell’Osservatorio (si veda per esempio la trasferta non vietata ai supporters napoletani contro la Roma), che sembra aver iniziato a comprendere vagamente che i tifosi sono l’anima del calcio, non un fastidioso contorno da eliminare alla prima difficoltà.
Se si analizzano poi le fantasiose motivazioni addotte dalla Questura di Bari, il giudizio sul provvedimento non può che diventare ancora più severo: fiere di paese, forte contrasto della nostra tifoseria con i vertici societari (peraltro appena cambiati), “precipuo” scopo di creare disordini per far squalificare lo Iacovone, acerrimo antagonismo sportivo con tutte le realtà della provincia barese. Nulla di tutto questo aveva indotto la stessa Questura di Bari, non più di qualche settimana fa, a vietare la prima trasferta della nuova stagione in quel di Altamura (che risulta ancora essere nella stessa provincia di Gravina). E a giusta ragione: nessuno dei pericoli menzionati ora si era effettivamente realizzato. E allora, quale colpa di preciso si vuole far pagare ancora a tutti i tifosi del Taranto?

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