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Quando i cuori battono all’unisono

Esistono momenti, rari ma proprio per questo meravigliosi, in cui i cuori di tanti si sincronizzano e battono all’unisono, al cospetto di qualcosa di più grande. È questo che accade ai tifosi tarantini, ogni volta che si ritrovano intorno alla storia di Erasmo Iacovone. È questo che è accaduto dunque, ancora una volta, a Carpi, durante l’evento di ieri 10 febbraio. “Nel segno di Erasmo”, organizzato dalla Fondazione Taras per i 40 anni dalla scomparsa di Iacovone, ha infatti calato completamente gli oltre cento presenti nella storia dell’indimenticato numero 9 rossoblù. Non solo l’anno e mezzo in riva allo Ionio: i molti testimoni che si sono succeduti sul palco, sotto la guida sapiente dello scrittore e giornalista tarantino Giuliano Pavone, hanno potuto dipingere l’intero arco della storia di Erasmo uomo e calciatore, con pennellate qui lievi, lì più forti, adeguandosi perfettamente al tenore dei diversi momenti narrati.
Le storie dei primi calci a Capracotta e Tivoli si sono dunque intrecciate, in questo intenso pomeriggio, agli aneddoti di compagni e giornalisti che hanno seguito le gesta del giovane Iacovone a Carpi e Mantova. Infine, Taranto, la sua venerazione e il suo riunirsi tutta, forse per un’unica volta, nelle gesta e nella scomparsa del grande Erasmo. A impersonare il racconto della fede dei tarantini è stata la voce di Massimo Cimaglia, che ha letto diversi passaggi estratti dai testi del concorso “Il mio Iaco”, insieme ad alcuni altri brani di scrittori tarantini.
Molti sono stati i momenti toccanti, ma non è mancato anche il sorriso, perché Erasmo, con quei baffoni e quella zazzera riccioluta, che a Mantova (si è scoperto nel corso dei racconti) gli valsero il soprannome bonario di “Fedayin”, era pur sempre un giovanissimo uomo, che di questi tempi, nello stirarsi della definizione di gioventù, definiremmo ancora un ragazzo.
Il tutto, al cospetto di Paola, Rosy e la piccola Regina, con le quali siamo stati lieti di condividere un momento così importante.
Se ogni Taranto Day on Tour è stato in un certo senso unico, adattandosi alle diverse realtà in cui è stato calato, questo di Carpi ha tenuto fede al suo essere “speciale”, rivelandosi davvero unico tra gli unici, proprio come Erasmo.