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Match Program | Città di Fasano – Taranto

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PREVIEW

Un brusco stop, da dimenticare in fretta. Sotto il nubifragio dello “Iacovone”, il Taranto ha sofferto tremendamente le ripartenze del Gravina, micidiale e chirurgico nello sfruttare i momenti che valgono i tre punti finali. Dopo un notevole 4/4, è il primo inciampo del Panarelli-bis in campionato: l’altro era giunto proprio al “Curlo”, dove i rossoblù cercheranno di sfatare un tabù (mai vincenti in campionato) per darsi un nuovo slancio in ottica promozione e vendicare, dunque, lo stop in coppa di categoria. La squadra di Laterza è reduce da tre trasferte nelle ultime quattro gare di Serie D/H, in cui ha raccolto due punti: con i tre, giunti proprio contro i gialloblù murgiani, sono 5, un bottino non del tutto soddisfacente dopo un avvio di stagione bruciante. È così che il derby di oggi si riveste di tanti significati e rappresenta un punto cruciale per i cammini di rossoblù e biancazzurri. Vicini, per tanti versi: in classifica, dove è appena un punto a separarli, e nella compagine societaria, con la partecipazione dei rispettivi supporters’ trust. Il derby ha regalato, nella storia recente, moltissimi gol: un trend che non segue la tendenza dei fasanesi a non prenderle in casa, dove la porta è rimasta inviolata in quattro occasioni su sei e i gol realizzati sono stati 9, un dato nella media. Il terzo stop interno, quinto complessivo, non sembra essere un buon viatico per il Taranto, che, nella proiezione, farebbe il giro di boa a quota 31, -2 rispetto allo scorso anno. Tuttavia, dopo la 13ª giornata del 2018-19, i rossoblù avevano raccolto 23 punti, uno in meno di ora, con la battistrada (AZ Picerno) sempre a quota 29. La squadra ionica è in piena corsa grazie all’ottimo cammino lontano da casa, il migliore della sua storia in D dopo le prime 6 gare, con 12 punti: nell’ultima stagione ha raccolto lo stesso bottino, ma con un match in più, e un eventuale pari consentirebbe di eguagliare il 1999-00 (13 in 7). Proprio il segno X manca in assoluto e, dunque, in trasferta: un evento che si è verificato nel 1994-95 (3 vittorie e 3 sconfitte), nel 2012-13 (2-4) e nel 2017-18 (3-3). Gli ionici non impattano dallo 0-0 con l’AZ Picerno, 32ª giornata di Serie D/H 2018-19, e non perdono fuori casa dal 29 ottobre, 0-3 a Bitonto (8ª). Anche il Fasano è a secco di pareggi interni (mancano da fine aprile): all’unico stop, con la Gelbison (0-1, 5ª), fanno da contraltare i successi per 1-0 su Bitonto e Foggia.

Dieci precedenti tra Taranto e Fasa- no nella storia dei campionati. Il bilancio è in perfetta parità: tre vittorie per parte, quattro pareggi, stesso numero di reti (16). Una storia non banale, con ben due match disputati in campo neutro: uno a Castellaneta, per le imposizioni deliranti e illegali del primo cittadino di Taranto dell’epoca, un altro a Brindisi, per motivi di ordine pubblico legati a incidenti nel precedente confronto tra le due tifoserie. Nell’impianto fasanese, come detto in precedenza, gli ionici non hanno mai vinto in gare di regular season, raccogliendo tre pareggi, l’ultimo dei quali nel torneo precedente (2-2), con firme degli ancora presenti nei roster Oggiano e Ganci. L’ala sarda ha realizzato il primo dei tre gol ionici del match di febbraio allo “Iacovone”: a segno anche Favetta e D’Agostino, oltre all’attuale capocannoniere bianco- azzurro Corvino. I top-scorer del derby, a quota tre reti, sono Caputo (Taranto) e il doppio ex Insaguine (Fasano), autentica bestia neri dei rossoblù da avversario. Tra gli altri, a 2 gol, Francesco Bitetto, tecnico ex Martina e Nardò. Fuori dal computo le gare di coppa, tra cui il 3-2 pro Taranto del 2018-19 con gol nel finale proprio di Fabio Oggiano.

Solo al “Curlo”, ad Altamura e ad Agropoli non si è mai imposto il Taranto. Vincere contribuirebbe a tenere su livelli di eccellenza il ruolino esterno (16° della Serie D) e imporrebbe il secondo stop interno alla terza miglior squadra del girone H per punti in casa (15). Sfida tra l’attacco più prolifico del girone, quello rossoblù con 23 reti, e la terza miglior difesa casalinga, quella adriatica, con appena tre gol subiti. Il match dei sedicesimi di coppa, però, ha confermato il trend degli ultimi derby, ricchi di marcature.

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