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Match Program | Fidelis Andria – Taranto

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PREVIEW

E alla fine arriva… il pareggio. Con una rimonta, inaspettata dopo un inizio di gara desolante e il doppio svantaggio dopo 11’ di gioco, il Taranto ha arrestato la sua striscia negativa a tre sconfitte consecutive. Non è giunta la quinta batosta interna (sarebbe stato record, per di più a metà stagione) e la distanza dalla vetta, agganciata anche dal Foggia, è rimasta di 9 punti. Tuttavia, l’esito dell’incontro è sub iudice: l’Audace Cerignola ha inoltrato ricorso per la presunta posizione irregolare di Kosnic, subentrato nel finale di gara. Il difensore era già tesserato dal club ionico ma, a quanto pare, non registrabile e schierabile, in quanto non sarebbe giunta la conferma scritta della LND, necessaria per ultimare l’iter in caso di trasferimento di un calciatore extra-UE non al primo tesseramento in Italia (era proprio alla Fidelis Andria). In attesa di comprendere cosa accadrà, la squadra ha il compito di muovere una classifica sconfortante, per dare ancora senso alla stagione 2019-20. L’ultima gara del 2019 è una sorta di derby tra deluse: i leoni azzurri si trovano addirittura in piena zona playout, a -3 dalla salvezza diretta e appena a +2 sul penultimo posto, che vale la retrocessione. Al timone dei biancazzurri è tornato il pisano Favarin, alla quarta “prima” in terra andriese: l’interregno di Catalano è stato disastroso, con appena 4 punti conseguiti in 6 gare, il solo successo di Nocera (1-5), un pari e 4 sconfitte. Il mercato di riparazione ha stravolto la compagine federiciana, nella quale è approdato il fresco ex ionico Lanzolla, che ha rimpinguato la terza linea insieme a D’Orsi (proveniente dal Francavilla) e Forte (Messina). Tanti i movimenti tra centrocampo e attacco, con diversi ritorni e svariate cessioni, anche di pezzi pregiati (Banegas e Cristaldi su tutti). Il Taranto si è mosso sul mercato, soprattutto in uscita, ma all’antivigilia della chiusura della finestra restano diverse caselle da riempire. Fuori dalla lista dei convocati il partente Ciro Favetta, a segno nella sua ultima gara con la maglia rossoblù. Al “Degli Ulivi”, dove gli ionici hanno vinto solo una volta nei campionati, il cammino dei padroni di casa è stato mediocre: due successi, con Casarano (1-0) e Brindisi (3-2), due pari, tre sconfitte (tra cui l’1-2 con il Foggia), 6 gol fatti e 7 subiti per un totale di 8 punti. Il Taranto, dal canto suo, ha vinto quattro gare su sette lontano dallo “Iacovone”, l’ultima un mese fa, 4-0 a Francavilla (12ª giornata). Che sia a 25, 26 o 28 punti, si tratterà della terzultima prestazione ionica in categoria, davanti al 1998-99 (21) e al 2012-13 (18). L’anno solare dei rossoblù si chiuderà tra i 63 e i 66 punti in 34 incontri, di cui 38 nel giorne di ritorno del 2018-19.

Attenzione ai ruolini, interno della Fidelis ed esterno del Taranto: i leoni azzurri sono la seconda peggior squadra in casa (un punto in più del solo Francavilla), il Taranto la quarta migliore in esterna (-5 dal Foggia a 17). Al “Degli Ulivi”, i federiciani segnano pochissimo (6 gol, 17° posto) ma non subiscono troppo (7, 7°). Alla guida degli andriesi è tornato Favarin: ha raccolto 7 punti in 5 sfide in casa (4-4 reti). Nelle sole tre trasferte in otto gare del Panarelli-bis, due successi e un solo stop, a Fasano (5-2 reti).

Diciassettesimo atto del derby tra federiciani e ionici in campionato: una storia non lunghissima, cominciata 30 anni fa, dall’1-0 tarantino, firmato Insanguine, del 1° ottobre 1989. Proprio il bomber di Monopoli è il top-scorer della sfida, a quota 3 gol: le altre due le ha realizzate, però, coi leoni azzurri. Al suo fianco c’è Cristaldi, ceduto da poco alla Nocerina, bestia nera del Taranto, in virtù della doppietta allo “Iacovone” (1-3) e del rigore del momentaneo vantaggio al “Degli Ulivi” (1-1 finale) nei match della scorsa stagione. Il bilancio globale arride ai rossoblù, con 7 successi a 5 (4 pari), ma in casa della Fidelis la musica è diversa: 4 vittorie locali, l’ultima nel 2016-17 in Lega Pro (gol di Aya in extremis), tre pari, fra cui quello agguantato da Marsili con un missile a febbraio scorso, e un solo blitz ionico. L’unico successo del Taranto ad Andria risale al febbraio 2006: 1-0 con rete di De Liguori, nella C/2 del playoff vinto col Rende.

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