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Match Program | Taranto – Foggia | 9.2.2020

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Un derby senza tifosi ma col solito valore. Anche in stagioni particolari, come quella attuale, l’imperativo è vincere. È una partita dal significato particolare, che esula dall’attualità e dalla classifica. Taranto e Foggia ci arrivano con stati d’animo simili ma con obiettivi diversi: i rossoblù non possono guardare oltre la singola partita, vista la distanza siderale dalla vetta (-12), i satanelli vogliono tenere in vita la corsa-promozione (sono a -5) e non possono più lasciare punti per strada. Gli uomini di Corda sono reduci da due pareggi e un ko nelle ultime 5, il Taranto da 6 gare senza stop (4 vittorie, 2 pari): sarebbero 7, ma il 2-2 con il Cerignola è ufficialmente diventato uno 0-3 a tavolino, senza possibilità d’appello ulteriore, proprio nel corso della settimana. Il Bitonto, intanto, ha eguagliato la striscia di risultati utili del Sorrento (18), interrotta dal blitz dei rossoblù: 13 successi e 5 pari, 44 punti su 54 e non ha proprio intenzione di abdicare. Una motivazione in più per il Taranto: riscattare l’1-0 subito all’ultimo secondo nel derby d’andata. L’intervallo di fuoco allo “Zaccheria” costò, nell’immediato, solo al Taranto, rimasto in dieci per il rosso a Luigi Manzo. Un secondo tempo diligente, con pochi rischi, poi la beffa, in pieno recupero. Il Foggia, lo dicono i numeri, non è una squadra spumeggiante ma tignosa, caparbia: ha spesso vinto mettendoci più attenzione e più cattiveria agonistica degli avversari. E subisce pochissimo lontano da casa, dov’è la seconda difesa dell’intera quarta serie: 5 gol subiti, di cui 2 nell’ultimo viaggio, da dimenticare, a Gravina (0-2, 21ª giornata). Il Taranto deve cambiare marcia in modo definitivo tra le mura amiche: perdere significherebbe stabilire il record negativo di sconfitte in D nelle gare interne, attualmente eguagliato (5). Ventidue punti in undici gare, media secca di 2 a partita. I rossoblù viaggiano a un ritmo forsennato lontano da casa, l’undicesimo valore della quarta serie, a -2 dal record (24 punti) dello scorso anno (7 vittorie, 3 pari e un ko). A Sorrento è giunto il settimo successo esterno stagionale, al culmine di un match sofferto in alcuni tratti e poi veicolato con autorità nel finale. Allo “Iacovone” è tempo di raccogliere qualcosa in più: il 3-0 sul Grumentum ha interrotto due mesi di astinenza, bissando il rotondo successo di novembre sull’Agropoli. L’ultima squadra a portar via, sul campo, il bottino pieno da Taranto è stata la Nocerina alla vigilia dell’Immacolata (0-1, 15ª), mentre l’ultimo pari è giunto col Casarano un mese fa (0-0, 19ª). Finora è stato il peggior Taranto casalingo in D, con 16 punti, a -1 dal 1997-98 e 1998-99: un successo pieno sarebbe un buon viatico per avvicinare quota 31 a fine stagione, la minima di sempre in categoria (1997-98, 2012-13).

Otto punti nelle ultime cinque gare: il Foggia ha leggermente rallentato la sua corsa, di tutto rispetto nel complesso (2.05 la media). I satanelli segnano troppo poco in trasferta: quindi, pur avendo la seconda difesa esterna di tutta la D, hanno raccolto meno del Taranto (2.00 a 1.80 a gara). Ionici sulle montagne russe in casa: tante vittorie quanti ko (5).

Un classico di Puglia. Con la sfida di oggi, Taranto-Foggia diventerà il derby più giocato dai rossoblù insieme a quello con il Lecce (68 volte). Le 67 gare di campionato contro i satanelli si sono disputate in B (22), C (40, la maggior parte), C/2 (2), e serie D (3). Il bilancio globale è favorevole ai rossoblù, che hanno ottenuto 28 vittorie, 20 pareggi e 19 sconfitte, realizzando 103 reti contro le 71 dei dauni; trend confermato in riva allo Ionio, dove i locali vantano 19 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte con 67 reti realizzate a fronte delle 30 subite. Foggia avanti allo “Zaccheria”: 14 successi a 9, 11 pareggi, 41-36 reti. Molte delle diciannove affermazioni del Taranto (solo col Cosenza hanno fatto meglio i rossoblù, 20) sono giunte con punteggi netti: 7-2 nel 1927-28, 6-1 nel 1940-41, 5-0 nel 1941-42, tre 4-0, un 4-1, un 3-1 e tre 2-0 (1980-81, 2006-07, 2016-17). Nell’ultima allo “Iacovone” è giunto un successo contro il pronostico, firmato da Magnaghi e De Giorgi: una piccola soddisfazione in una stagione da dimenticare. Il bomber della sfida è il rossoblù Luigi Molinari, attaccante degli anni ’40, che ha messo a segno ben 7 reti; lo seguono a quota 4 i due rossoblù Colaussi e Martino Castellano. Tante le autoreti per entrambe, ben 7, di cui cinque a favore del Foggia e due pro-Taranto: la più spettacolare fu quella di Gino Cossaro, autore di un pallonetto beffardo ai danni del proprio portiere Spagnulo in Taranto-Foggia 0-2 del 30 dicembre 1990. I migliori marcatori per il Foggia (11) sono a quota due e hanno tutti realizzato una doppietta: Belotti, Pavanello, Lotti, Ferrante, Catalano, Di Fonte, Di Fonte, Giglio, Germinale, Messina e Rambaudi. I doppiettisti del Taranto sono 12 e due di loro ne hanno realizzate un paio: Palmisano, Montaldo, De Lorenzo, Cavazza, Colaussi (2), Bellucco, Molinari (2), Merlin, Silvestri, Beretti, Pesce e Dionigi. Tanti i marcatori illustri della sfida: Bordon A., Pavone, Pirazzini, Saltutti, Libera e Insigne per il Foggia, Maiellaro, Castellano V., Romanzini, Selvaggi, Chimenti V., Paolucci S., e Deflorio per il Taranto.

 

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