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Match Program | Taranto – Bitonto | 23.2.2020

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Gara di cartello, nonostante tutto. A un girone di distanza dal sabato nero, che costò la panchina a Ragno (0-3), Taranto e Bitonto si ritrovano e il match pare avere significato solo per i neroverdi. Il cui primato vacilla, nonostante un andamento costante e numeri da record. Lo stop interno con l’Audace Cerignola (0-1) ha interrotto una striscia di 19 risultati utili per i leoncelli, che hanno totalizzato 47 punti, in virtù di 14 vittorie, 5 pari, 39 gol fatti e solo 6 subiti. Il team del barese sta raccogliendo i frutti di una programmazione pluriennale: decisive le mosse estive, con la conferma di mister Taurino e dell’eroe locale Patierno (attuale capocannoniere, 19 gol), la costruzione di una rosa un po’ corta ma qualitativa, con chiari titolari e riserve di buon livello, il clima disteso dentro e fuori dallo spogliatoio. Questi valori hanno messo, al momento, 15 punti di distanza tra i neroverdi e i rossoblù: non può essere casuale. Dallo stop di Fasano (3ª d’andata) dieci gare esterne senza ko per gli ospiti di un Taranto di nuovo piombato nell’abisso. Due sconfitte di fila e, non è una novità, senza riuscire a far gol. Un film già visto, in una stagione maledetta e da portare fino in fondo con dignità. Ma si fa davvero fatica a pensare cosa possa cambiare nella testa e nelle gambe di un gruppo scarico, che sembra contare i giorni che mancano al rompete le righe di maggio. Servono tre punti per raggiungere quota 19 in casa, ovvero la peggior prestazione di sempre (2003-04), mentre il record negativo di stop interni in categoria (6) è stato già fissato. L’obiettivo è di non far peggio, in D, del 1997-98 e del 2012-13 (31 punti in casa), ma serve un’inversione a U nel rendimento. Restano lusinghieri i numeri esterni, nonostante lo stop di Altamura: 22 punti (-3 dal record dello scorso campionato) con 7 successi, un pari e 4 sconfitte, miglior rendimento al pari proprio del Bitonto. Il successo allo “Iacovone”, infine, manca dalla 21ª giornata: 3-0 secco sul Grumentum Val d’Agri, dopo l’ultimo pari (19ª) col Casarano (0-0) e prima dell’1-0 pro Foggia.

Impenetrabile. Il Bitonto vanta la miglior difesa d’Italia, dalla A alla D. Appena 9 i gol subiti dai leoncelli, di cui solo 3 in 13 gare interne. Notevole la media punti esterna (2.00), leggermente superiore a quella del Taranto (1.83) che ha disputato una gara in più conseguendo lo stesso numero di punti (22). Ionici a caccia del successo per pareggiare il conto con i ko interni (6): finora appena 5 affermazioni in 12 gare, con 11 gol subiti.

Il terribile momento del Taranto ha fatto passare in secondo piano l’importante traguardo raggiunto da Giuseppe Genchi, che ad Altamura ha giocato la sua 100ª gara in rossoblù. Numeri di tutto rispetto per l’attaccante, alla sua terza stagione tarantina, dopo la prima esperienza tra il 2014 e il 2016. 89 gare e 56 gol in campionato, 5 gare e 3 gol nei playoff di Serie D, 5 gare e 3 gol in Coppa Italia di categoria, 1 gara e 1 gol in Tim Cup: in totale sono 63 le marcature in 100 gare, per l’eccellente media di 0.64 a partita. Il bomber è il secondo marcatore di tutti i tempi del club ionico, il primo del dopoguerra: in vetta, per ora irraggiungibile, Martino Castellano (91 gol).

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